Il francoprovenzale
Par francoprovencal.com le jeudi 15 novembre 2007, 19:00 - Lien permanent
Il francoprovenzale o arpitano (nome autoctono: francoprovençâl, arpitan, arpetan) è una lingua romanza parlata in Francia (media valle del Rodano, Giura e Savoia), nella maggior parte della Svizzera romanda e in Italia (Valle d'Aosta, alcune valli piemontesi e due comuni della Capitanata). Assieme al francese ed all'occitano, appartiene al gruppo delle lingue galloromanze.
L'arpitano (o francoprovenzale) fa parte delle lingue minoritarie riconosciute e tutelate dalla legge italiana.
Non esiste una denominazione unitaria della lingua presso i locutori dell'arpitano (salvo la parola patois, che però ha una connotazione dispregiativa ed è provenuta dal francese), sia perché tale lingua è caratterizzata da una forte frammentazione dialettale, sia perché la relativa area geografica di diffusione non ha mai costituito un'unità politica a sé stante.
La definizione "franco-provenzale" venne coniata nel 1873 dal glottologo italiano Graziadio Isaia Ascoli per accomunare tutti quei dialetti galloromanzi che in base a criteri dialettologici non erano riconducibili né alla lingua francese, né a quella occitana (che a quell'epoca era chiamata "provenzale").
Visto che questo terzo gruppo di dialetti presentava analogie sia col francese, sia con il "provenzale", Ascoli lo chiamò "franco-provenzale". Questo termine, impostosi rapidamente nella letteratura specialistica, è tuttavia ambiguo e tende a creare l'impressione che si riferisca ad una zona grigia di transizione o ad un ammasso di dialetti ibridi, piuttosto che ad una varietà linguistica indipendente.
Per ovviare a questo problema si tende oggi a parlare di "francoprovenzale" (senza trattino) oppure ad utilizzare la dizione "arpitano". Questo neologismo, nato in Francia nel XX secolo, è stato creato a partire dalla radice arp- (variante locale di alp-), con una terminazione che ricalca il termine "occitano".